venerdì 23 maggio 2014

La classificazione degli alberi del cortile della scuola con chiavi dicotomiche





Studiare la definizione di chiave dicotomica è una cosa, applicarla nella realtà e classificare è altro.
Utilizzare le chiavi dicotomiche testuali non è cosa semplice; per fortuna oggi ci viene in aiuto la tecnologia sotto forma di una bellissima app creata dall'Università degli Studi di Trieste.
Questa app utilizza un linguaggio scientifico semplificato, a cui si affiancano immagini che aiutano lo studente nella scelta tra le due opzioni e nella individuazione finale della specie.
È un esempio di come la tecnologia possa aiutare i ragazzi ad acquisire contenuti e concetti anche non semplici.
Oltre ai contenuti specifici, è evidente anche l'acquisizione di un metodo scientifico.
I classici compiti delle vacanze si evolveranno in questa direzione: lo studente sarà invitato a classificare alberi o animali che incontrerà durante le vacanze.
Affinerà la propria capacità di osservazione, capirà il significato di biodiversità.
In realtà ad oggi le apps veramente utili in campo didattico non sono molte: forse una ventina.
Ma l'uso della tecnologia in classe non è certamente ridotto solo all'utilizzo di applicazioni per i tablet o gli smartphone.
Diventa fondamentale poter usufruire di una rete wi-fi che supporti i devices  di decine di studenti e consenta loro di fare ricerche in rete.
Far uso inoltre di testi scolastici digitali, avere cioè la possibilità di leggere la lezione direttamente sul tablet e poter disporre di integrazioni didattiche quali sono immagini, video o animazioni, rappresenta un ulteriore elemento innovativo di cui dispongono gli studenti oggi.
La novità dell'uso di questi strumenti tecnologici entusiasma e crea nuova passione nello studio; ma l'entusiasmo scema ben presto come sa chi da qualche anno sta sperimentando l'introduzione delle nuove tecnologie nella didattica.
Che fare allora?
Se è vero che l'80% di quello che si studia a scuola lo si dimentica nel giro di uno o due anni, con quali strumenti, quali tecnologie e metodologie si deve intervenire?
Forse la risposta sta nella considerazione che l'informazione diventa vera conoscenza nel momento in cui la stessa ha un senso per l'alunno.
Se questo corrisponde al vero, uno dei possibili percorsi, nuovi percorsi didattici consiste nel proporre agli allievi delle attività nelle quali applicare la conoscenza teorica.
La lezione di oggi non del domani non può più quindi essere considerata e attuata come semplice lezione frontale.
La scuola di oggi non è più la scuola dei Gesuiti del 1600 e gli studenti di oggi non sono più gli studenti di 400 anni fa.
Si impara collaborando: è necessario quindi prevedere un percorso di formazione degli insegnanti che consenta loro di approfondire l'uso di nuove metodologie didattiche quale può essere il Cooperative Learning.
L'abbinamento fra Cooperative Learning e nuove tecnologie è la sfida che la scuola italiana deve affrontare e vincere.
Come conseguenza, diventa quindi urgente investire anche sulla cittadinanza digitale, diventa cioè fondamentale formare i nostri studenti, futuri cittadini, sulle competenze digitali.
Formare dei cittadini che possono non solo orientarsi nella società ma anche farla  progredire. Si tratta non solo di conoscere la tecnologia ma anche di farne un uso responsabile.
Si tratta indubbiamente di una grande sfida, una sfida fatta nella consapevolezza, come ha scritto qualcuno, che "senza il lavoro della scuola non si formano cittadini e senza cittadini non c'è un Paese."

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